Editoriale

Startup 4 holidays!

Il turismo, settore che rappresenta una quota rilevante del PIL globale e che per l’Italia costituisce da sempre uno dei pilastri economici e culturali, si trova oggi al centro di una trasformazione profonda. La pandemia ha agito da catalizzatore, accelerando processi già in corso: digitalizzazione dei servizi, crescente attenzione alla sostenibilità, ricerca di esperienze autentiche e valorizzazione delle comunità locali. In questo contesto, le startup innovative hanno assunto un ruolo non marginale, proponendo soluzioni capaci di coniugare tecnologia, inclusione e rispetto per l’ambiente.
In Italia, la situazione si presenta complessa. Se da un lato il nostro Paese è tra i più visitati al mondo e dispone di un patrimonio culturale e naturalistico senza eguali, dall’altro soffre di una certa difficoltà nel primeggiare nell’innovazione imprenditoriale.
Nonostante ciò, alcune realtà si sono affermate con forza. Studiomapp, con il progetto Qirate, rappresenta un caso emblematico: l’uso dell’intelligenza artificiale per mappare dati ambientali e territoriali consente di orientare i flussi turistici verso scelte sostenibili e informate. Un approccio che risponde tanto alle esigenze di un turismo “responsabile” quanto a quelle delle amministrazioni pubbliche, spesso prive di strumenti efficaci per la gestione dei visitatori
Analoga attenzione alla sostenibilità si ritrova in BikeSquare, che ha trasformato la bicicletta elettrica in un vettore di sviluppo territoriale. Le e-bike, integrate in itinerari che comprendono soste enogastronomiche e pernottamenti, creano un modello di turismo lento che privilegia aree periferiche o rurali, troppo spesso marginalizzate dai flussi di massa. Sullo stesso filone si muovono le startup promosse da MiBACT e Invitalia, come Whip o Pedalitaly, che integrano servizi digitali con la fruizione cicloturistica.
Un altro esempio di innovazione radicale è Friland, che offre unità abitative mobili e autosufficienti, in grado di garantire un’esperienza immersiva nella natura senza consumo di suolo. Questa scelta risponde alla crescente domanda di esperienze “off-grid” e riflette al contempo una critica implicita alla cementificazione turistica tradizionale.
Il panorama italiano si arricchisce poi di soluzioni digitali che mirano a modernizzare l’accoglienza alberghiera e i servizi ancillari: Aloe favorisce il collegamento tra strutture ricettive ed esperienze locali; Cora introduce un assistente AI negli hotel; Weforguest innova il CRM del settore; Travelin lavora sull’accessibilità, offrendo software che semplificano i viaggi per persone con disabilità. Non meno rilevante è l’esperienza di Freedome, che propone attività outdoor in chiave sostenibile e oggi si espande anche in Spagna, confermando che il turismo esperienziale è uno dei segmenti a più alto potenziale di crescita.
Tuttavia, occorre sottolineare che l’Italia paga ancora il cosiddetto “paradosso delle startup turistiche”: poche iniziative riescono a scalare, spesso per mancanza di investimenti adeguati e per un contesto normativo non sempre favorevole. Alcune, come Toratora (viaggi a sorpresa) o Tripmetoo (viaggi accessibili a ipovedenti), hanno incontrato difficoltà a superare la fase iniziale nonostante l’originalità delle proposte.
Sul piano internazionale, il quadro si presenta più dinamico. In Spagna, la granadina AR Vision ha sviluppato la piattaforma CultuAR, che integra realtà aumentata e virtuale per trasformare il telefono in un vero e proprio “ufficio turistico in tasca”: un modo non solo per arricchire l’esperienza culturale, ma anche per monitorare i flussi turistici e redistribuirli sul territorio.
Parallelamente, startup come la catalana Mogu si concentrano sulla digitalizzazione dei processi di prenotazione e vendita, con un forte orientamento B2B: il recente round di finanziamento da 2,2 milioni di euro mostra come gli investitori stranieri percepiscano il turismo tech come un settore ad alto potenziale di ritorno.
Di particolare interesse è poi il caso britannico di Byway, piattaforma certificata B Corp che organizza viaggi “flight-free”, basati su treni, bus e traghetti. Il successo di questa iniziativa dimostra come l’attenzione alla sostenibilità non sia solo un valore aggiunto, ma una leva commerciale decisiva, in grado di intercettare una domanda crescente di turismo lento e responsabile.
Questi esempi, se osservati nel loro insieme, mostrano due linee di tendenza. Da un lato, il turismo innovativo si orienta sempre più verso tecnologie immersive, intelligenza artificiale e soluzioni digitali in grado di rendere l’esperienza più personalizzata e inclusiva. Dall’altro, emerge una spinta forte verso la sostenibilità, la valorizzazione delle aree interne e la riduzione dell’impatto ambientale. Non mancano però i nodi critici: la dipendenza dai finanziamenti esterni, le difficoltà di scalabilità, la concorrenza delle grandi piattaforme internazionali (da Booking a Airbnb) che tendono a inglobare innovazioni locali.
In definitiva, le startup turistiche, in Italia e nel mondo, rappresentano un laboratorio di sperimentazione che riflette le tensioni del nostro tempo: tra globalizzazione e localismo, tra crescita economica e tutela ambientale, tra digitalizzazione e ricerca di autenticità. È forse proprio nella capacità di mediare queste polarità che si gioca la sfida del turismo del futuro.

E in Piemonte?

In Piemonte esistono diverse realtà — tra le quali vere e proprie start-up e iniziative innovative — attive nel settore del turismo e della fruizione dei beni culturali, ciascuna con una propria specificità e con un modello di azione originale.
Una delle realtà più interessanti è Amavido, nata con l’obiettivo di valorizzare i borghi piemontesi attraverso iniziative di turismo slow rivolte in particolare al mercato europeo Anche se la sua iniziativa è più ampia e nazionale, il rilancio dei piccoli centri del Piemonte è nel cuore del suo progetto.
Molto significativa risulta Italea Piemonte, cooperativa fondata nel luglio 2023 a seguito di un bando del Ministero degli Esteri, e parte di una rete più estesa dedicata ai “Viaggiatori delle radici”. Propone itinerari esperienziali e culturali mirati a chi desidera riscoprire le proprie origini piemontesi, coinvolgendo comunità, guide, genealogisti e operatori territoriali
In un contesto di innovazione tecnologica, diverse realtà emergono grazie al supporto di Polo ICT e acceleratori regionali. Tra queste:

· Motion Pixel, ETT, BTREES, GimmeGuide / GimmeVoice, Mèmora (piattaforma pubblica per catalogare il patrimonio culturale), Heritage, Emisfera, SSB Progetti (con sistemi per la conservazione avanzata del patrimonio), Trip Trainer (esperienze culturali integrate a pratiche sportive): soluzioni che valorizzano il patrimonio storico con tecnologie immersive, realtà aumentata, dati aperti e fruizione digitale;

· Inoltre, l’incubatore universitario 2i3T, in collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo, ha promosso progetti come Bormida Gotica, Cammino di Oropa, Canavese Stories, Le Strade dei Forti e Piemonte Storymovers, trasformando idee culturali in vere e proprie “destinazioni turistiche”.

Vi è inoltre Turismabile, iniziativa finanziata dalla Regione Piemonte orientata all’accessibilità (il “turismo per tutti”), tramite formazione, valutazione e proposte inclusive che rendano fruibili le bellezze piemontesi a fasce più ampie della popolazione Turismabile.

Se da un lato il panorama appare ricco di iniziative promettenti, dall’altro non manca la consapevolezza della difficoltà di affermare sul mercato modelli di business innovativi, capaci di generare ricavi e flussi tali da sostenere la startup.